I benefici di uno stile di vita sano sono enorme. Infatti diversi studi stimano che l’80% delle malattie croniche siano prevenibili con uno stile di vita sano. Mangiare bene e fare un adeguata attività fisica permettono di, tra le altre cose:

  • Vivere più a lungo
  • Avere più energia
  • Perdere peso
  • Alleviare la stanchezza
  • Abbassare la pressione
  • Evitare l’Alzheimer

Sconfiggere l’artrite

Il prezzo? Secondo Campbell basta solo cambiare dieta. Ha stilato una lista di 8 principi per seguire un alimentazione corretta per una salute ottimale.

PRINCIPIO 1: L’alimentazione rappresenta le attività combinate di numerosissime sostanze nutritive. L’intero è più grande della somma della sue parti.

Supponiamo che mangiate un piatto di spinaci saltati con lo zenzero e ravioli di farina integrale ripieni di zucca e spezie e conditi con sugo di pomodori e noci. Ogni sostanza chimica che forma queste pietanze interagisce con le altre sostanze presenti nel nostro corpo in modi del tutto specifici. Si tratta di un processo estremamente complesso ed è impossibile comprendere come questo accada. Le sostanze vengono accuratamente orchestrate mediante complicati controlli che avvengono all’interno delle cellule del nostro organismo e tali controlli decidono quali sostanze utilizzare.

Il massimo beneficio deriva dagli alimenti consumati nella forma in cui essi appaiono in natura. Assumere le sostanze chimiche specifiche contenute in un alimento (ad esempio attraverso compresse di vitamina C) non apportano gli stessi benefici.

PRINCIPIO 2: Gli integratori alimentari non sono una panacea per la salute.

Ultimamente c’è un enorme interesse per gli integratori alimentari (e un’industria che frutta milioni). L’idea di continuare a mangiare gli stessi cibi di sempre e prendere qualche pillola è più semplice di impegnarsi seriamente a cambiare dieta. Tuttavia gli integratori non aiutano a evitare gli effetti nocivi di una dieta non sana.

Il loro insuccesso è saltato sotto i riflettori già nel 1994-96 con un’indagine su larga scala riguardo ai loro effetti . È stata misurata la conseguenza dell’assunzione di beta-carotene sul cancro ai polmoni. Dopo un periodo che andava da 4 a 8 anni si scoprì che il cancro non era diminuito, anzi, era aumentato!

Le sostanze contenute negli integratori sono importanti ma solo se consumate sotto forma di alimenti e non di pillole. Isolare le sostanza nutritive e aspettarsi benefici pari a quelli dei cibi naturali rileva ignoranza riguardo al modo in cui i cibi operano all’interno dell’organismo.

PRINCIPIO 3: I cibi di origine animale non contengono sostanze nutritive che non siano meglio fornite dalle piante.

Nutrirsi di animali è un’esperienza nutrizionale notevolmente diversa dal nutrirsi di vegetali. La quantità e la qualità delle sostanze nutritive contenute in questi due tipi di alimenti sono totalmente diverse, come si nota dalla tabella sottostante:

  Cibi di origine vegetale* Cibi di origine animali**
Colesterolo (mg) 137
Grassi (g) 4 36
Proteine (g) 33 34
Beta-carotene (microgrammi) 29.919 17
Fibre (g) 31
Vitamina C (mg) 293 4
Acido folico (microgrammi) 1.168 19
Ferro (mg) 20 2
Magnesio (mg) 548 51
Calcio (mg) 545 252
  • Uguali porzioni di pomodori, spinaci, fagioli di Lima, piselli e patate

** Uguali porzioni di carne di manzo, maiale, pollo e latte intero.

I cibi di origine vegetale hanno quantità clamorosamente maggiori di antiossidanti, fibre, e minerali mentre i cibi di origine animale sono più ricchi di colesterolo e grassi. Hanno anche quantità lievemente maggiori di proteine e più vitamine B12 e D.

Vi sono ovviamente alcune eccezioni: alcuni noci e alcuni semi (arachidi e semi di sesamo, ad esempio) sono ricchi di grassi e proteine mentre alcuni alimenti di origine animale sono poveri di grassi, solitamente perché ne sono stati privati con un trattamento artificiale (ad esempio il latte scremato). I grassi e le proteine delle noci sono differenti: sono comunque più salutari rispetto a quelli dei cibi di origine animale e contengono inoltre sostanze antiossidanti.

Ci sono 4 sostanze nutritive che solo i cibi di origine animale contengono: il colesterolo, le vitamine A, D e B12. Tuttavia il colesterolo è prodotto in modo autonomo dal nostro corpo; la vitamina A può essere sintetizzata dal nostro organismo partendo dal beta-carotene (contenuto in molte verdure) così come vitamina D viene sintetizzata durante l’esposizione del corpo al sole. La sola componente mancante che causa qualche problema è l’essenziale vitamina B12. Viene normalmente prodotta da microrganismi presenti nel terreno e nell’intestino degli animali (esseri umani compresi). Le ricerche hanno però dimostrato che le piante coltivate in terreni sani che presentano una buona concentrazione di vitamina B12 assorbono con facilità questa sostanza. Le piante comprate nei supermercati spesso provengono da suoli usati intensivamente e quindi poveri e carenti di vitamina B12. La riserva di vitamina B12 accumulata nell’organismo sia sufficiente per 3 anni. Se non si mangiano prodotti di origine animale per più di 3 anni o durante la gravidanza e l’allattamento si dovrebbe assumere occasionalmente un integratore di vitamina B12. Analogamente, se non si è mai esposti alla luce solare, specialmente durante i mesi invernali, si potrebbe assumere un integratore di vitamina D.

Seguire una dieta a base di alimenti freschi di origine vegetale, coltivati in terreni ricchi e uno stile di vita che porti a uscire da casa con regolarità sopperirebbero al bisogno di integratori.

PRINCIPIO 4: I geni non determinano da soli la malattia: funzionano solo se vengono attivati o espressi e la nutrizione riveste un ruolo decisivo nel determinare quali geni, buoni o cattivi, vengono espressi.

Non tutti i geni si esprimono pienamente per tutto il tempo. Se non vengono attivati rimangono latenti a livello biochimico, senza avere effetti di sorta sulla nostra salute. Cosa fa sì che determinati geni vengano espressi? La risposta e duplice: l’ambiente e soprattutto la dieta. Si può pensare ai geni come a dei semi. Essi non diventano piante se non dispongono di un terreno ricco di sostanze nutritive, acqua e luce solare. Allo stesso modo i geni non si esprimono se non trovano un ambiente adeguato. Tutti noi siamo predisposti a certe malattie causate dai nostri geni ma non siamo completamente sottomessi alla genetica. Possiamo ottimizzare le nostre possibilità di esprimere i geni “giusti” fornendo all’organismo il miglior ambiente possibile, ovvero la miglior alimentazione.

PRINCIPIO 5: L’alimentazione può controllare in modo sostanziale gli effetti avversi dei farmaci nocivi

C’è una diffusa percezione che il cancro sia provocato da sostanze tossiche nocive che penetrano del corpo in modo sinistro. Per esempio ci si oppone all’uso indiscriminato di antibiotici e ormoni negli animali da allevamento per proteggere la salute del consumatore. Il vero pericolo della carne però non è nelle sostanza residue di antibiotici. I casi di cancro e cardiopatia avevano cominciato a registrare un aumento quando è aumentato il consumo di alimenti di origine animale “sani” (non provenienti da allevamenti intensivi). Quindi è il contenuto nutrizionale della carne a essere un problema.

Tuttavia il processo patologico, una volta iniziato, può essere accelerato o represso durante la fase della promozione mediante l’alimentazione. In altre parole: è l’alimentazione a determinare se la malattia provocherà mai danni per la salute.

PRINCIPIO 6: La stessa alimentazione che previene la malattia negli stadi iniziali (prima della diagnosi) può anche arrestare o far regredire la malattia negli stadi successivi (dopo la diagnosi)

Le malattie croniche richiedono parecchi anni per evolvere. Il cancro può essere rallentato, arrestato o addirittura fatto regredire mediante una buona alimentazione. Fortunatamente lo stesso tipo di alimentazione ottimizza la salute in ogni stadio della malattia.

PRINCIPIO 7: Un alimentazione che sia davvero benefica per una particolare malattia cronica sarà di vantaggio alla salute su tutta la linea.

Se si guardano in dettaglio i processi biochimici alla base delle malattie si può notare che queste hanno molto il comune. Il che rende logico il fatto che una buona alimentazione giovi alla salute su tutta la linea. Una buona alimentazione massimizza la salute e combatte la malattia a tutti i livelli.

PRINCIPIO 8: Una buona alimentazione crea salute in tutti gli ambiti della nostra esistenza. Tutte le parti sono interconnesse.

Il processo dell’alimentazione è forse il nostro più intimo incontro con il mondo in cui viviamo. Ma non è il solo che conta: anche l’attività fisica; la salute emozionale e mentale e il benessere del nostro ambiente sono fondamentali e sono da incorporare nel nostro concetto di salute perché sono interconnessi.

La buona alimentazione e l’esercizio fisico regolare si combinano per offrire più salute a ciascun individuo. Inoltre l’esercizio fisico si ripercuote sul benessere emozionale e mentale. Chi si sente bene nella propria pelle ha più probabilità di rispettare la sua salute praticando una dieta sana. Non si possono cancellare gli effetti di una pessima dieta andando a correre. Ma una dieta sana e l’esercizio fisico sono altamente benefici e interconnessi.

Mangiando bene promuoviamo la nostra salute ma anche quella del pianeta. Seguendo una dieta a base di alimenti di origine vegetale usiamo meno acqua, meno terre e meno risorse.

Le nostre scelte alimentari hanno un impatto incredibile sul nostro metabolismo; sull’iniziazione, la promozione e anche la regressione della malattia; sulla nostra energia e attività fisica; sul nostro benessere emozionale e mentale e sull’ambiente in cui viviamo.

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Come mangiare?

Secondo Campbell la strategia migliore è quella della semplicità. Mangiare dovrebbe essere un’esperienza piacevole e priva di preoccupazioni, non basata sulla privazione, sul conto delle calorie ecc.

Il consiglio d’oro:

Seguite una dieta di cibi naturali e vegetali e riducete al minimo il consumo di alimenti raffinati e si sali e grassi aggiunti.

Consiglia di assumere una dose quotidiana di vitamina B12 e di vitamina D per chi passa molto tempo al chiuso.

Cosa ridurre al minimo?

Minore è la percentuale di cibi di origine animale, maggiori sono i benefici per la salute. Non bisogna però diventare ossessivi riguardo alle piccole quantità di cibo di origine animale (ad esempio piccole quantità di uovo in una pagnotta).

Da ridurre al minimo sono alimenti come: pesce, carboidrati raffinati, oli vegetali aggiunti mentre da evitare sono carne, latticini, uova. Via libera per quanto riguarda verdure, frutti, noci, …

Volete provare?

Senza provare non potete rendervi conto se questa dieta può fare per voi. Campbell consiglia di seguirla per un mese in modo da poter cominciare a sentirne i benefici. Secondo l’autore:

  • Scoprirete nuovi cibi fantastici che diversamente non avreste mai scoperto
  • Vi adatterete molto in fretta a questa dieta
  • Starete meglio e perderete anche un po’ di peso
  • Alla fine saprete che questa dieta è possibile e che i benefici alla salute non sono solo appannaggio di pochi eletti ma è solo una questione di scelta.

Chiaramente all’inizio sarà difficile ma man mano che si progredirà non solo perderete il gusto per la carne, ma comincerete a scoprire nuovi sapori.

Gli ostacoli principali da superare, secondo Campbell, sono 5:

  • La prima settimana potreste avere alcuni disturbi di stomaco: niente paura, è il sistema digestivo che si sta adattando
  • Dedicate del tempo alla vostra dieta: scoprire e sperimentate nuove ricette e inventatevi dei pasti che vi piacciano davvero
  • Bisogna vincere il pregiudizio che un piatto senza carne non sia completo
  • Potreste non riuscire più a frequentare i vostri ristoranti preferiti, ma potreste scoprirne di nuovi altrettanto validi
  • Gli amici, i famigliari e i colleghi potrebbero non appoggiarvi, forse per il fatto che li spaventa un cambiamento così radicale.

 

Campbell da anche qualche consiglio su come affrontare il primo mese:

  • Sul lungo termine una dieta vegetariana è più economica ma nella fase di apprendimento potreste spendere di più per provare nuove cose. Fatelo, ne vale la pena
  • Mangiate cose che vi piacciono
  • Mangiate a sufficienza
  • Seguite una dieta variata

La fase di transizione è una sfida che presenta ostacoli psicologici e pratici. Occorrerà tempo e impegno ma i benefici sono a dir poco miracolosi e vi stupirete di come la dieta risulterà facile una volta assimilate le nuove abitudini.

Iniziate con un mese. Poi decidete.

 

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