Martedì 10 marzo

Se avevo deciso di dare a NY un’altra possibilità non ho più dubbi a riguardo: non mi piace. È sporca, grigia, caotica e piena di gente.  Probabilmente ci tornerò, ma non avrò più dubbi sul fatto che sia o no una bella città. Decisamente e definitivamente no.

Camminando siamo passati dal Dunkin a prendere la colazione: avevo detto croissant donut e la cretina alla cassa ci ha dato due chifer. Non ce ne siamo accorti in tempo e ci siamo mangiati i chifer camminando. Se il buongiorno si vede dal mattino siamo già partiti con il piede sbagliato.

Fortunatamente in negozio si ricordavano di noi e ci hanno tolto il coso di plastica senza fare storie. Le scarpe non erano costate molto, ma sono quelle più care che io abbia mai preso in termini di tempo perso e imprecazioni. Uscendo dal negozio ho proprio sentito che mi ero tolta un gran peso e ora potevamo finalmente andarcene da quella maledetta città.

Check out un’oretta e mezza di treno fino a Philadelphia. La sfiga che ci aveva perseguitati il giorno prima e quella mattina si è dissolta da quanto ce ne siamo andati da NY (non che io ci creda davvero…ma che tutto lo schifo nei miei ricordi rimanga a New York XD).

A Philadephia piovigginava ma niente poteva distruggere il mio umore dopo NY. Siamo andati nel nostro hotel, il Penn’s View, un edificio storico. Avevano ancora le chiavi “normali” (non le tessere che danno di solito in Hotel). E anche l’arredo era retrò senza essere vecchio. Mi piaceva!

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La vista dalla finestra dell’Hotel. Dopo New York era il paradiso

Siamo usciti a vedere la campana (trattata come il sacro Graal, con mille controlli prima di poter entrare nel museo dove la tenevano) e poi siamo andati a zampettare un po’ in città dove sono finalmente riuscita a comprarmi dei jeans e abbiamo fatto un po’ di scorte di acqua e cibo in vista del viaggio del giorno dopo (di 6 ore fino a Boston).

A cena siamo andati al Continental, un martini bar che faceva porzioni europee ma molto buone. Ho preso una zuppa di noodle (ci stava con la pioggia, il raffreddore e il freddo) e per aperitivo abbiamo preso dei mini kebabbini indiani molto speziati ma buoni. Per dessert ancora cheesecake e ancora una volta ho appurato che sarebbe stato più buono il mio, quindi ci ho rinunciato XD. Non volevo bere, ma c’era un cocktail chiamato Hawaii five-0 e non ho potuto non prenderlo. Adoro quella serie 😀 Devo dire che è stata una buona scelta, era molto buono.

A Philly è stata proprio una toccata e fuga (resa ancora più rapida dalla disavventura delle scarpe) ma è una città carina e, alla fine, quello che davvero c’era da vedere era la campana, quindi 🙂

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Stradina molto British accanto al nostro hotel
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