5 marzo. Il viaggio infinito

Già l’inizio non è stato dei migliori: avevamo chiesto un taxi ma ci siamo trovati il parente del receptionista dell’hotel che parlava solo spagnolo (almeno ho potuto ripassarlo un pochino) e ci ha fatto pagare tantissimo. Ma tant’è.

Facciamo il check-in e ci dicono che il nostro volo è cancellato, colpa del brutto tempo (a Washington nevicava…tipo, una nevicata di 10 cm, niente di fuori di testa- o almeno così pensavamo noi svizzeri). Ottimo. Dopo un po’ di ricerche ci dicono che ci imbarcheranno sul volo delle 11.40 (il nostro doveva partire alle 8.30). Bene, poteva andare peggio. Passiamo le ore tra il Dunkin Donuts e lo Strabucks in ansia: tutti i voli diretti a Washington tranne il nostro venivano man mano cancellati. Alla fine abbiamo tentato la sorte, passato i controlli e ricevuto conferma che il nostro volo sarebbe arrivato. Alleluja! Fine dei problemi? Assolutamente no!

Il volo si può riassumere come segue: voliamo. Arriviamo sopra Washington. Iniziamo a girare sopra Washington in attesa che liberino la pista dalla neve. Ce ne andiamo a Pittisburgh a fare benzina. Proviamo a ripartire ma no, l’aeroporto è ancora chiuso. Ci lasciano scendere dall’aereo e facciamo un tardivo pranzo. Finalmente possiamo ripartire. Miracolosamente atterriamo e il capitano (molto ironico per tutta la durata del viaggio) ci informa che dopo di noi hanno di nuovo chiuso l’aeroporto. Deus gratias!

Un viaggio di due ore che è diventato di circa 10!

Usciamo per prendere il taxi  (prima però apro la mia valigia e mi infilo il cappotto) e anche lì siamo fortunati: i taxi potevano andare solo in città. Chi doveva andare in Virginia si è ritrovato a piedi . Siamo saliti con altre due signore. Una delle due era di Cleveland e diceva di smettere di chiamare quella una nevicata. Effettivamente non erano scesi nemmeno 10 cm ma erano tutti, tutti andati in panico. Strade non pulite, gente che non sapeva guidare, anche il taxi ci ha fatto pagare di più perché era una situazione di “emergenza”! E in più tutti gli uffici governativi e le scuole erano rimaste chiuse! Con 10 cm di neve! Non ne hanno davvero un’idea qui! E poi sono abbastanza al Nord, pensavo che fossero più o meno organizzati, e invece…una nevicatina mette in ginocchio la capitale della potenza mondiale (in declino).

Alla fine dell’estenuante viaggio arriviamo in Hotel. Un due stelle, vecchissimo ma non male. Dai resoconti ci aspettavamo di peggio. Per due giorni andava benissimo e in più era super centrale.

Il nostro programma era: usciamo, andiamo a vedere la Casa Bianca in notturna e andiamo cena. Siamo usciti, faceva un freddo assurdo quindi siamo andati a cena all’Hard Rock che era vicinissimo. Durante la cena ci siamo scaldati un po’ e abbiamo deciso di riprovarci. Ho preso una maglia allo shop e siamo usciti di nuovo. Pochi minuti dopo eravamo di nuovo in hotel: troppo freddo e troppo vento, la Casa Bianca in notturna non era così fondamentale.

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Ci consoliamo dopo la giornata

6 marzo

Siamo usciti di buon mattino, abbiamo attraversato la strada e siamo andati a fare colazione al “Peet’s Coffee”…praticamente una copia dello Starbucks e buono uguale 🙂
Dopo un buon caffè, un muffin e una torta al limone, abbiamo iniziato il nostro giro. Siamo andati alla Casa Bianca. Abbiamo visto i cecchini (il nostro tassista ci aveva informato sulla loro presenza, pensando bastasse a rassicurarci sul fatto che non era pericoloso camminare lì in giro. Non so come mai ma io non mi sentivo affatto più sicura dopo quella scoperta! -.-).

Siamo poi andati a vedere l’Obelisco, abbiamo passeggiato (congelando) lungo la reflecting pool e fatto visita a Lincoln seduto sul suo trono di marmo.


La nostra passeggiata è proseguita nel parco su cui si affacciavano i vari musei e siamo saliti sulla Capitol Hill in cerca di un negozio di giochi che vendeva anche carte di Magic. Ne valeva davvero la pena: era in un bel posto. In più abbiamo anche preso delle buone carte e delle plastichette di Game of Throne: Stark e Targaryen (sì, le ho scelte io ^^). Siamo andati a mangiare in un posto lì vicino che faceva la pizza ed era piuttosto buona! Anche se devo ancora capire perché mettano i semi di finocchio sulla pizza. E non solo a Washington ma quasi ovunque. Mah!

Dopo la pappa abbiamo provato ad andare al “Target” con connesso centro commerciale. Ci siamo incamminati ma dopo aver visto che i dintorni cominciavano ad essere un po’ degradati abbiamo preso un taxi. Dal centro ci aspettavamo un po’ di più…ma almeno ho visto com’è il famoso “Target” e abbiamo trovato una rivista sul wrestling:). Siamo ritornati sempre in taxi in hotel a rilassarci e sopratutto a riscaldarci. Verso le 18 siamo usciti per andare alla partita di basket. Per fortuna l’arena era lì vicino e siamo riusciti ad arrivarci senza ghiacciarci. La partita era Washington Wizards vs Miami Heats. Prima di andare ai nostri posti abbiamo fatto un salto allo shop dove Reto a preso la maglia di Ovechkin  e una “mini-mano” dei Wizards e io ho rotto un bicchiere (senza conseguenze per fortuna). Durante la partita, la squadra di casa è passata subito in pesante vantaggio per poi farsi miseramente recuperare vincendo con soli due punti di scarto. Se non altro è stata avvincente, condita con un pacco gigante di pop corn:).


Dopo una cenetta al pub “Elephant and Castle” (dove ho di nuovo trovato la Smithwicks *__*) ce ne siamo tornati in hotel a preparare le valige per l’imminente partenza per Nwe York.

 

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